Amber Heard-Jonnhy Depp, il reality process che ha “oscurato” le carriere dei due attori – Corriere.it

La giuria ha concordato con l’attore nella causa per diffamazione contro l’attrice ed ex moglie che ora si prepara a ricorrere in appello. Una petizione chiede l’esclusione di Heard dal set di Aquaman 2, ma c’è chi riflette sull’influenza che la decisione avrà su #MeToo

Il verdetto è arrivato dopo settimane di attesa e tre lunghi giorni di deliberazione. Nel maxi processo per diffamazione che ha visto protagonisti Johnny Depp e Amber Heardla giuria del tribunale di Fairfax, in Virginia, ha ha condannato l’attrice 36enne a un risarcimento: in tutto Heard dovrà pagare 10,4 milioni di dollari all’ex marito (contro i 50 milioni che quest’ultima le aveva chiesto per un articolo che aveva scritto nel 2018 sul Washington Post in cui si definiva un “personaggio pubblico vittima di violenza domestica”). “La giuria mi ha restituito la mia vita. Sono davvero onorato “, ha detto Depp trionfante dopo il verdetto, seguito in un pub di Newcastle. “La delusione che provo oggi supera ogni parola”, il commento affidato ai social da Heard, presente in aula. “Avevo portato una montagna di prove, ma non erano sufficienti per resistere al potere e all’influenza sproporzionati del mio ex marito”. L’attrice – dichiarato al New York Times portavoce Alafair Hall – intende ora ricorrere in appello contro la sentenza che l’ha condannata.

Causa e contro-querela

Amber e Johnny si sono conosciuti nel 2011 sul set di Il diario del rum: i loro l’unione del 2015 è stata distrutta nel 2016 quando aveva
ha chiesto il divorzio e ha anche ottenuto un’ingiunzione dalla magistratura per impedire al suo ex marito di avvicinarsi a lei. E all’accusa di diffamazione di Depp, Heard aveva risposto con una controdenuncia: il suo avvocato, Adam Waldman, aveva definito “Una truffa” le sue accuse.

Un processo per “omicidio-suicidio”.

Il processo appena concluso – che ha messo in ombra il tema della violenza, dando spazio “solo” al tema della diffamazione – non ha giovato alla carriera di nessuno dei due attori coinvolti. Se da una parte Depp sperava sempre che l’eventuale vittoria potesse aiutarlo a ripristinare la sua reputazione, “entrambi funzioneranno di nuovo, ma ci vorrà del tempo prima che un grande studio di produzione torni a scommettere su di loro dopo che i dettagli sono emersi sul loro breve matrimonio in un processo seguito. milioni di persone”, spiega l’ex avvocato dello spettacolo Matteo Belloni sono Discocome riportato l’Ap. “Un bagaglio personale che si è rivelato troppo sgradevole per le carriere di entrambi”. Non è un caso quindi che Eric Rose, esperto di comunicazione e gestione delle crisi a Los Angeles, abbia definito il processo un “classico omicidio-suicidio” in termini di danni a entrambe le carriere. In attesa del verdetto, l’opinione pubblica si era già divisa e schierata: come riportato un lungo editoriale pubblicato su Varietà
, la carriera di Depp “era in declino molto prima che uscisse l’editoriale di Heard”. Parere condiviso in aula anche da Tracey Jacobsl’ex agente di Depp: “La sua stella si era già offuscata”, ha ricordato parlando dell’uscita dal franchise di pirati dei Caraibi e Animali fantastici determinato dalle sue dipendenze (consentito in passato) e difficoltà a lavorare con lui.

L’opinione pubblica contro Heard

Cosa accadrà al La carriera di Heard? L’attrice sarà fidanzata nei prossimi anni Scappa via con me e Nel fuoco, el
l’anno prossimo tornerà sul grande schermo per il sequel Aquaman (con una parte ridotta, argomento utilizzato al processo dai suoi avvocati per mostrare come Depp abbia rovinato la sua carriera). E, come se non bastasse, una petizione lanciata su Cambia.org
dai fan di Depp per fare pressione sulla DC Comics e la Warner Bros ha addirittura chiesto di escluderla dal film, superando il target di 4,5 milioni di firme. Gli stessi fan che, nei giorni del processo, si sono radunati fuori dall’aula per sostenere l’attore e “guardare divertiti, come ai tempi del medioevo, una donna sbranata in pubblico” (qui la spiegazione del fenomeno sociale del “naufragio”), annotato sul New York Times Jessica Bennett nell’articolo “Perché nessuno ha vinto al processo?”. In passato l’attrice aveva denunciato: «Ho dovuto lottare duramente per tenermi nel film, non volevano farmi tornare. E comunque, alla fine, il mio ruolo è stato notevolmente ridimensionato. Mi è stata data una sceneggiatura, che è stata sostituita da versioni successive in cui sono state eliminate diverse scene d’azione che coinvolgono il mio personaggio. In pratica hanno tagliato molto il mio ruolo».

“Il bisogno di sorellanza”

Tanti sono anche i nomi del mondo dello spettacolo che hanno affiancato l’attore, oltre che il musicista Ryan Adams – a sua volta accusato e poi scagionato da diverse accuse di molestie sessuali – che ha commentato il post con cui Depp ha accolto con fervore il verdetto. Meno, invece, i sostenitori che si sono espressi a favore di Heard, come il comico Amy Schumer: “Ogni donna che sceglie di comportarsi come un normale essere umano deve sapere che le armi dello status quo la tratteranno come se fosse uno scherzo sporco… Avrà bisogno della sorellanza”, ha scritto su Instagram, citando una famosa frase dalla scrittrice e giornalista femminista Gloria Steinem. Perché, non è l’unica a sostenerlo, il verdetto potrebbe riportare i risultati raggiunti da decenni e convincere molte donne a non denunciare le violenze subite per non incorrere in pericolose (e costose) querele per diffamazione.

2 giugno 2022 (modifica 2 giugno 2022 | 12:29)

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