argento con rimpianto – OA Sport

Nuoto, pagelle Mondiali 21 giugno

NICOLO’ MARTINENGHI 7: Ha riassunto il giudizio a fine gara. Alla vigilia di un argento mondiale avrebbe firmato, dopo il trionfo di domenica n. Brucia per come è arrivato l’argento nei 50 rana, gara che il varesino ama particolarmente. Fink ha preceduto di 3 centesimi l’azzurro che ha lasciato almeno 2 decimi al via e ha speso tante energie, fisiche ma anche psicologiche, rincorrendolo e alla fine gli è mancata la brillantezza per toccare per primo. Anche la staffetta è stata probabilmente condizionata dalla rabbia per aver mancato il bis ma se questo argento servirà a renderlo ancora più malvagio e affamato, allora l’argento è il benvenuto.

GREGORIO PATRINIERI 6: Pensare che l’avventura in vasca di Paltrinieri sia giunta al termine potrebbe essere un errore. Un 7’41” in stile 800 in un momento della stagione solitamente dedicato alla preparazione non è affatto da buttare. Gli altri, oggi, sono più veloci, c’è poco da dire, soprattutto nella fase finale della gara che non è mai stata il punto forte di Paltrinieri. Siamo sicuri che l’azzurro al top della condizione non riesca a dare all’800 o al 1500 un ritmo che possa mettere in difficoltà qualche avversario? Ci proverà, con tutte le sue forze, perché non è uno che si arrende facilmente. Deve essere al meglio e ora non lo è.

GABRIELE HA DETTO 5: Prima gara da “sano” dopo tanto tempo e un sesto posto che non riesce a soddisfarlo del tutto, nonostante le dichiarazioni di facciata. Il recupero è più lento del previsto e precede una fase in cui è costretto a ricoprire il ruolo di supporto. Già alla Roma servirà un cambio di passo per evitare che una situazione che non si addice a un fuoriclasse come il Livorno diventi cancrena. Serve una gara in cui possa competere con i migliori e ritrovare fiducia e determinazione.

SILVIA SCALIA 7,5: Mai una gioia, anzi mai una gioia completa. Tante, troppe volte, il difensore azzurro è stato fuori da gare importanti per pochi centesimi. questa volta c’è addirittura uno spareggio in cui il record italiano non basta per disputare la prima finale iridata in carriera. Ci ha messo tutto quello che aveva, le è mancato molto poco. Applausi alla britannica Harris e la speranza è che prima o poi la giri, magari avvicinandosi a casa.

ALESSANDRO MIRESSI 7: Il campione si vede nei momenti di difficoltà. tre 100, tra relè e batteria, che lasciano intendere che le condizioni non ci sono e dice che si potrebbe fare. In semifinale cambia ritmo e lo cambia nel girone di ritorno, come nei giorni migliori, come un anno fa quando ha migliorato il record italiano ponendo le basi per un’Olimpiade indimenticabile. Il tempo non ci permette di sognare il podio mondiale ma la sua presenza in finale è un segnale di difficoltà e un messaggio agli avversari: sta arrivando. Aspettiamolo alla Roma ma prima cercherà di lasciare il segno anche qui.

LORENZO ZAZZERI 7,5: Fa del suo meglio e si conferma in ottima forma. Personale al mattino in batteria, personale al pomeriggio in semifinale che gli permette di agguantare i playoff con il padrone di casa Harris con il primo “sub 48” in carriera. Nemeth ha più resistenza e vince la nuotata ma Zazzeri lascia comunque la Duna Arena con il sorriso sulle labbra. Adesso bisogna cambiare registro e tuffarsi nei 50 che possono vederlo protagonista assoluto. Ci proverà e se aggiungesse il campione del mondo alla finale olimpica sarebbe già un grande risultato, c’è spazio per i sogni.

ALBERTO RAZZETTI 6,5: Mettere insieme 200 misti, 200 farfalle e 200 misti di nuovo nello stesso giorno è difficile per chiunque, tranne che per il Marchand francese che sembra essere sceso direttamente da Marte, velocissimo e instancabile. Per Razzetti, che fa parte del genere umano, questo non è un problema da poco. Ebbene la mattina nelle manche dei 200 misti dove prende il personale, ci prova nel finale dei 200 farfalla chiudendo con una cronometro tutt’altro che personale, vuoi perché era l’unica tattica plausibile per provare a giocare qualcosa di importante, o perché la condizione non è quella delle giornate migliori e alla fine la stanchezza presenta il conteggio delle semifinali dei 200 misti dove deve accontentarsi di un decimo posto che non gli rende giustizia. Lo servirà per il futuro. Solo provandolo puoi imparare a gestire le energie.

SIMONE CERASUOLO 8: Quinto al mondo nei 50 rana. Passa quasi in silenzio il debutto mondiale del 19enne imolese, surclassato dal podio di Martinenghi e dalle realizzazioni degli altri ragazzi azzurri ma è un grande risultato perché ottenuto in condizioni complicate, dopo una settimana di essere per il Covid alla vigilia del Mondiale, caratterizzato da mille incertezze. Anche per lui Budapest è il primo banco di prova, è una nave scuola indispensabile per le prossime sfide. Testa e corpo ci sono, anche per lui è legittimo sognare.

TOMMASO CECCON 6.5: 52″26 fatti una settimana fa avrebbero esaltato tutti. Fatto oggi, il giorno dopo lo straordinario 51″6 che è il nuovo record mondiale, in una staffetta in cui il bronzo è di 13 centesimi, qualche rimpianto lo alimenta ma resta comunque un gran bel tempo.

ELENA DI LIDDO 5.5: Che non sia il Di Liddo di Gwangju ma anche della seconda parte della scorsa stagione, si era capito nella gara individuale. Non bastano i 57″7 lanciati per respingere gli assalti delle tre rivali più accreditate per il podio. Queste sono le energie di oggi.

SILVIA DI PIETRO 6.5: Un battesimo di fuoco ai Mondiali di Ungheria per la velocista romana che lotta con le unghie e con i denti per evitare le rimonte degli altri e alla fine l’Italia resta in corsa per una medaglia fino agli ultimi metri grazie alla sua caparbietà.

Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse

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