Borghese giudice della sfida sul Polpo in Purgatorio

A poche ore dall’episodio girato sulla costa molisana di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti“Domenica 5 giugno alle 21.15 su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su Now, emergono i primi dettagli sugli sfidanti. In gara ci sono Giacomo per La Dimora del Gusto, Gianfranca con Trattoria Nonna Maria, Miriana con il Ristorante Cian dal 1976, Solly con il suo ristorante Oyster Fish.

I quattro ristoratori si sono sfidati su location, menù, servizio, conto del ristorante che li ospita e la categoria specialeche per l’occasione sono i polipetti in purgatorio, un antico piatto dei pescatori che rappresenta la cucina marinara molisana. A base di polipi e cipolle, alcuni aggiungono anche pepe. Il piatto, semplice ma ricco di storia, è così chiamato perché gli ingredienti cuociono per ore a fuoco lento, proprio come le anime del Purgatorio in attesa di conoscere il proprio destino.

Questi i ristoranti della puntata sulla costa molisana presentata dalla produzione del noto programma.

La Dimora del Gusto: a 2 km dal mare di Campomarino, c’è La Dimora del Gusto di Giacomo. A metà strada tra la battigia e la campagna, per Giacomo il ristorante rappresenta un sogno diventato realtà: lavora come operaio in un’azienda metalmeccanica e da pochi anni ha intrapreso anche la strada della ristorazione, e infatti dice di essere “studiando all’ hotel per avere il titolo di chef, non voglio più sentirmi inferiore, anche perché non lo sono”, dice. Giacomo è molto consapevole e sicuro delle sue capacità. In cucina lavora con la figlia Gaia ( che si diplomerà con lui tra un anno) e il cognato Antonio, un gentiluomo con sindrome di Down, che lui definisce “il commis perfetto”, propone un menù che rispecchia il connubio mare e campagna con qualche tocco creativo : oltre al tipico polpo del purgatorio e seppie con piselli, serve, ad esempio, un turbante di orata al sugo di caciocavallo o gnocchi al pesto di fave e vongole veraci.La costa molisana si può ammirare dall’ampio terrazzo situato nella giardino antistante il ristorante; il ristorante al suo interno dispone di un’unica sala arredata con colori chiari e marini. La mise-en-place è semplice ma accurata”.

Trattoria Nonna Maria: a Termoli, davanti al Castello Svevo, nel 2002 Gianfranca ha aperto Nonna Maria insieme alla cognata. Sposati con due proprietari di pescherecci, quando i loro figli “abbandonarono il nido” si reinventarono, scartando gli abiti delle massaie per indossare quelli dei ristoratori. La loro è una cucina che porta in tavola i sapori di casa: Gianfranca, che si occupa della sala da pranzo, ha una proposta classica e nazionale, comprendendo nel menù anche piatti tipici della tradizione termolese ben specificati, e grigliata mista e spaghetti alle vongole veraci aggiunge, ad esempio, brodo e coda di rospo ripieni. La sua proposta potrebbe essere un po’ troppo classica, ma a Gianfranca non importa, anche perché odia le rivisitazioni: agguerrita e tutta d’un pezzo, vuole vincere sempre, anche quando gioca a burraco con le amiche. Il ristorante si trova all’inizio del cosiddetto “struscio”, la via pedonale del centro di Termoli, all’interno di un antico palazzo dell’800; dispone di due sale scavate nella pietra, con tavoli elegantemente apparecchiati grazie a lunghe tovaglie e una mise en place curata. Alle pareti dipinti di arte moderna, immagini di San Basso (patrono di Termoli) e ceramiche siciliane e umbre (patria di Gianfranca). Nella terrazza di fronte all’ingresso, anche i tavoli sono in ceramica umbra.

Ristorante Cian dal 1976: questo ristorante, a Termoli, ha fatto la storia della cucina, è stato creato dai genitori di Miriana ed è rinomato per i piatti della mamma. Nel 2016 la sua famiglia ha dovuto chiudere il ristorante, suo malgrado; Miriana, invece, lo riaprì con tenacia a San Giacomo degli Schiavoni, a pochi chilometri da Termoli, chiamandolo ancora “Cian dal 1976”. Miriana è cugina di Gianfranca, della Trattoria Nonna Maria, sua avversaria in gara: non è mai stata a mangiare da lei quindi con “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” scoprirà per la prima volta se Esperanza, storica cuoca di Cian e ora forte come nonna Maria, svolge la cucina della madre in un altro luogo. Miriana è una donna determinata ed educata che, prima di seguire le orme dei suoi genitori, si è laureata in giurisprudenza perché voleva fare l’avvocato. Il ristorante si trova nel centro storico del paese, di fronte alla chiesa di San Giacomo: si trova all’interno di un palazzo trecentesco: le stanze del ristorante erano due distinte abitazioni della servitù, con due grandi camini originali che Miriana ha mantenuto. La mise-en-place è molto raffinata ed elegante. Ha anche una terrazza tutta bianca e blu.

Pesce ostrica: nonostante sia pugliese, Solly – diminutivo di Soccorsa – si sente “la miglior chef donna molisana”. Oyster Fish si trova sul lungomare di Termoli, alle pendici del castello svevo, di fronte al trabucco. Solly l’ha aperto tre anni fa: “Qui con me hai un’esperienza”, dice, perché suo marito è un importante importatore di ostriche e perché propone piatti che secondo lei non si trovano altrove. Solly non ha paura di interpretare a modo suo il binomio mare e campagna: propone sia polpo caramellato con fonduta di caciocavallo che tataki tataki scottato alle nocciole. Ma lei rigorosamente no zuppa perché lei, dice, “se vuoi mangiarla vai in un altro posto, io non sono un ristorante qualunque di Termoli”. Madre di quattro figli, Solly è una donna molto organizzata. Il ristorante è composto da un’unica grande sala volutamente bianca – “i piatti devono risaltare, quindi tutto il resto è minimale”, dice – all’interno, però, di un edificio rosso fuoco. L’arredamento è più raffinato della mise-en-place, che è molto semplice. Il dehors si affaccia direttamente sul trabucco termolese”.

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