Caterina Balivo: “Il carico di cui mi sono liberato”

Caterina Balivo ha sempre amato le sfide, ed è per questo che, in questi anni, ha scelto di lasciare il “permanente” tanto caro a Zalone per studiare, reinventarsi, capire in che direzione andare. E così, dopo un mini format dedicato ai libri trasmesso su Instagram durante il primo lockdown, un delizioso podcast intitolato Parto dal n dedicato a tutti coloro che non aiutano a crescere e migliorareun’incursione su Radio2 e il ruolo del giudice de Il cantante mascherato su Rai1 è giunto anche il momento di dedicarsi a un progetto inedito su una rete mai vista prima: Tv8. Il programma viene chiamato Chi vuole sposare mia madre?, è prodotto da Blu Yazmine di Ilaria Dallatana e vede al centro del format le mamme che, scortate dai figli, cercano un uomo che le ascolti e un amore capace di rallegrare la loro vita. A guidare la storia, prende il via mercoledì 22 giugno in prima serata sul DTT canale 8 e poi disponibile on demand su Skyè, infatti, Caterina Balivo, attenta osservatrice, ma anche mentore, consigliera e, a volte, psicologa di mamme e bambini che, puntata dopo puntata, scremerà la rosa dei corteggiatori fino alla scelta finale.

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«È una produzione che mi sembrava di conoscere da sempre. Non è facile passare l’intera giornata con una squadra che si percepisce subito come una famiglia”, dice Caterina a margine della conferenza stampa di presentazione del programma, a pochi passi dal Teatro alla Scala. Con i capelli leccati all’indietro e un vestito giallo a collo alto con maniche lunghe a cui lei dice strizza l’occhio Bridgerton, Balivo si mostra come il pubblico televisivo è abituato a conoscerla: solare, espansiva, con una risposta sempre pronta, ma anche con una spiccata sensibilità che può davvero tirare fuori quando smette di sentire la tensione e inizia a lasciar andare. Oltre a sottolineare la sincerità delle intenzioni del format – “Non c’è niente di pilotato” – e rimpiangere il microcosmo sospeso nel tempo in cui Chi vuole sposare mia madre? si dispiega – per la cronaca è Villa Tenchio, vicino a Pavia -, Caterina ne approfitta anche per raccontare la sua esperienza personale con le relazioni prima di ritrovare il suo angolo di paradiso in Guido Maria Brera, confessando di essere un inguaribile romantico.

«Amo essere corteggiata, sono un po’ old style. Per questo a volte prendo in giro mio marito chiedendogli un messaggio, un biglietto, un regalo, ma anche un semplice mazzo di fiori. Compro ogni dieci giorni”, racconta Balivo, spiegando che non sono particolarmente abituato alle sorprese – “Una volta mi ha organizzato una cena con le mie amiche e me la fa ancora pesare perché nei 40 minuti precedenti mi lamentavo perché ero stanco e non voleva uscire a casa quella sera”-. Sulla possibilità di poter dire la propria sulla possibile fidanzata e sul possibile fidanzato dei suoi due figli Cora e Guido Alberto – che, per la cronaca, sono ancora piccolissima – Caterina è decisa: “Avrò voce in capitolo. Anche se, grazie a questo programma, mi sono reso conto che più dici più l’altro fa il contrario. Bisogna lasciar perdere le fidanzate, mentre forse è più facile dire qualcosa sui fidanzati”, spiega Balivo, che ha capito di aver incontrato l’uomo della sua vita quando, per la prima volta, ha scelto di non correre dai suoi amici per raccontare i dettagli dell’incontro e della persona, tenendo tutto per sé.

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Resta che, nel suo primo programma su Tv8, Caterina fa emergere un non brutto atteggiamento da psicologa: «È normale, dopo anni di interviste a persone comuni e personaggi noti. Penso dipenda da un certo tipo di approccio, anche se non mi butto mai nelle diagnosi». Sul fronte business, l’host non potrebbe essere più soddisfatto: «C’è grande professionalità a Tv8, così come la voglia di sposare progetti in cui credi davvero, seguendoli dall’inizio alla fine: un plus sia per il conduttore che per il produttore». Quando le chiediamo se lavorare a un progetto sia più liberatorio di un’esclusività data a una rete, la risposta arriva subito, avvolta da un velo di profonda sincerità: «In un mondo fluido non c’è cosa giusta: se ti piace qualcosa fallo, se non ti piace no. In questi anni ho ricevuto molte proposte che non mi hanno convinto e ho detto di no. Fino a poco tempo avevo una grande responsabilità nel sposare il progetto giusto: ora non ce l’ho più».

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