correzione pesante ora. Meglio Unicredit o Intesa?

Di seguito l’intervista a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione attuale dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all’indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Il Ftse Mib è stato respinto dall’area 24.800 e ha avviato un movimento correttivo. Prevedi ulteriori cali?

Ennesima e continua oscillazione nel brevissimo termine tra 24.800/24.900 e 24.200/24.300 per l’indice Ftse Mib e il future in scadenza a giugno, ora appaiato dopo lo stacco delle cedole primaverili.

A fine settimana, con volumi anche inferiori alla precedente, a causa del ponte lungo del 2 giugno, anche l’indice e il future sono scesi sotto, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 24.000 punti, pronti per andare a testare questa settimana il livello di supporto molto importante e strategico di 23.800 / 23.900 punti.

Come scritto più volte in questi mesi, il capovolgimento non finirà di certo qui, anzi!

Sfinito dall’inizio dell’anno e oltre, e appesantito prima dalla fase pandemica, tutt’altro che finita, e poi dall’interminabile conflitto tra Russia e Ucraina, il Ftse Mib sembra accennare ad andare a testare nuovamente quest’anno per il terza volta in zona 22.500 / 22.600 e anche di più.

I segnali ci sono tutti e stanno peggiorando: la situazione economica e sociale è in forte deterioramento, con i veri poveri in costante aumento e con risorse, soprattutto europee, che stanno finendo, e che prevedono la “permanenza sotto la pioggia” sulla maggioranza degli italiani beneficiari di stipendi e pensioni medio-bassi, di sussidi una tantum già previsti per luglio.

Il peggio si verificherà dal prossimo autunno e per tutto il 2023, con stagnazione dell’economia, nella migliore delle ipotesi, e inflazione a doppia cifra.

Lo spread BTP/Bund ha raggiunto a fine settimana i 206 punti base, con il tasso decennale in rialzo, passando in un’unica seduta da un rendimento del 3,09% al 3,19%.

Brutto segnale per l’Europa e pessimo per l’Italia, che presto finirà gli oltre 200 miliardi messi a disposizione dalla Bce, e non saprà come finanziare la legge di bilancio 2023.

Vendite forti quindi ancora sui BTP, soprattutto a lungo termine, ma anche sulle azioni.

Per il Ftse Mib potremo ancora rivedere l’area 21.000/21.500 in estate e nel breve, mentre nulla da fare per l’insignificante barriera psicologica dei 20.000/20.500 punti, che se rotta in velocità e con scene già viste da panic selling, ci porterebbe direttamente in zona 16.000 / 16.500, fase terminale del lungo processo di distribuzione.

Come valuta l’attuale organizzazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie può suggerire per entrambe?

Il peggio per questi due titoli dovrà ancora verificarsi, soprattutto per Unicredit, che dovrà superare i lunghi mesi di perdite dovute all’esposizione alla Russia, ma anche il prolungato stop alla campagna del rischio, che ora sembra destinata, almeno a il titolo di piazza Gae Aulenti, da rimandare all’autunno o meglio all’anno prossimo.

Molto meglio, per così dire, Intesa Sanpaolo, che almeno non ha in essere né in futuro operazioni di M&A, avendo già assorbito e integrato UBI Banca da un paio d’anni, con buoni rendimenti già dal 2021, oltre ad avere meno mostre in Russia.

Questo non tutela assolutamente Intesa Sanpaolo da una forte inversione di tendenza del settore finanziario, in particolare di quello bancario, contagiato dai tassi ancora bassi, dalla mancata ripresa e in simbiosi con quanto potrebbe accadere sul nostro indice.

Astenersi dall’operare su Intesa Sanpaolo e ancor di più su Unicredit fino al raggiungimento dell’obiettivo finale del Ftse Mib.

Qual è la tua opinione su Poste Italiane? Valutereste un acquisto del titolo ai livelli attuali?

Molto pericoloso comprare a questi livelli Poste Italiane, anche se da oltre 12 euro ha già svalutato poco meno di 10 euro, con obiettivi di sostegno a breve termine a 9,50 euro.

Meglio aspettare che l’area di 9,20/9,30 euro inizi leggermente a riscuotere, per poi intensificare la quantità quando raggiunge 8,50/8,6 euro.

Poste Italiane è un titolo a medio-lungo termine per una crescita costante ed eccellente e un dividendo continuo.

L’euro-dollaro continua a oscillare intorno all’area 1,07 dopo aver tentato di estendersi. Quali sono le aspettative a breve termine?

In perfetto allineamento con quanto espresso, almeno da inizio anno, in merito ai movimenti dell’euro-dollaro.

Dopo aver raggiunto il target price di medio termine fissato a 1.0350/1.04 con minimi e massimi sempre più bassi, il cross, in velocità e con un gran numero di chiusure e coperture anche frettolose, è tornato in area 1, 0750/1.08.

Una piccola e lenta discesa verso 1.0720 / 1.0750 seguita da operazioni di “stop & reverse”.
Adesso si aprono anche possibili scenari, non è detto che non possano coesistere, anzi!

Continua l’ultima fase di rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro, fino a 1,02, e qui la parità sarà solo per pochi e veloci trader, e rimarrà a livello di riferimento e puramente statistico.

Successivamente, pian piano l’euro-dollaro dovrebbe tornare su massimi di periodo un po’ inferiori a quelli appena toccati e collocati appunto a 1,0750/1,08.

E poi proseguire nel medio e lungo termine verso un ulteriore indebolimento, con il dollaro indebolito dalla fine degli effetti degli stimoli e dal debito pubblico sempre ingente e in continua crescita.

Oppure, anche se ci sembra molto semplicistico, oltre che tecnicamente bisognoso come ipotesi, il dollaro potrebbe riprendere fiato e proseguire imperterrito verso la massima svalutazione sull’euro, raggiunta più di un anno fa a 1,2250.

Senza, tuttavia, tener conto del fatto che l’Europa e il suo euro si indeboliranno presto, avviando un più robusto braccio di ferro con il dollaro.
Privilegiamo il primo dei due scenari, anche se più complesso.

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