Difesa, il gruppo tedesco Rheinmetall vuole Oto Melara

MILANO – Sono iniziate le grandi manovre per l’industria della difesa europea. E la prima mossa strategica riguarda proprio laItalia: il gigante tedesco Rheinmetalha formalizzato a Leonardo un’offerta non vincolante per l’acquisto del 49%. Auto Melara. Secondo l’agenzia Reuters, il valore del titolo è stimato tra 190 e 210 milioni di euro: la valutazione complessiva per la società potrebbe così arrivare a sfiorare i 430 milioni. Ma più che gli aspetti strettamente finanziari, spetta ora al governo – principale azionista di Leonardo – prendere una decisione di politica industriale, rilevante in patria e all’estero. Un gioco che coinvolge Berlino e Parigiaderendo alla corsa ai programmi di sviluppo militare promossi dall’UE.

Infatti Oto Melara è una storica casa costruttrice di artiglieria e mezzi corazzati. I sistemi bellici relegati in secondo piano negli ultimi vent’anni e tornati al centro dell’attenzione – e del mercato – con l’invasioneUcraina e i nuovi venti di guerra. Leonardo, che sta concentrando le sue attività su elettronica, elicotteri e cyber, aveva deciso di metterlo in vendita insieme era, che si occupa di siluri e equipaggiamento sottomarino. Per entrambe le sigle c’era un fortissimo interesse da parte della vecchia gestione di Fincantieriimpegnata nella diversificazione delle attività navali, senza mai aver formulato un’offerta, e pronta a far leva sulla necessità di preservare questo patrimonio tecnologico in Italia.

Ma poi lo scorso autunno è entrato in scena il consorzio Kndsnata per costruire il futuro carro armato franco-tedesco: un’azienda guidata soprattutto da Parigi e dalla presidenza Macron. Si parlava di un’offerta da 600 milioni per rilevare sia Oto Melara che Wass, con la volontà di cedere poi il secondo a Fincantieri. Proposte accolte positivamente da Leonardo, che hanno animato un dibattito politico. A fine novembre i tre ministri competenti – Daniele Franco, Lorenzo Guerini e Giancarlo Giorgetti – hanno affrontato la questione, facendo sapere che vi è stata “la massima attenzione da parte del governo che valuterà tempestivamente soluzioni idonee per la salvaguardia dell’interesse nazionale, per la valorizzazione degli asset strategici e per lo sviluppo dell’occupazione anche nel quadro di eventuali accordi a livello europeo in una prospettiva di lungo termine”.

Già all’epoca Rheinmetal, industria tedesca specializzata in veicoli blindati, aveva già espresso la volontà di entrare a Oto Melara, sempre in vista di progetti europei. L’invasione dell’Ucraina ha riaperto il gioco, portando tutti i governi del Continente ad aumentare gli investimenti militari e Bruxelles avviare il piano di difesa comune. La sola Germania ha appena approvato un programma di riarmo da 100 miliardi di euro. E gli strumenti più richiesti sono carri armati e veicoli corazzati da combattimento: quelli di cui si occupa Oto Melara. Dai giorni di Guerra freddainfatti nessun Paese occidentale ha mai realizzato un nuovo modello di tank: in Europa nessuno li produce più.

Rheinmetal guarda soprattutto a Oto Melara, con l’obiettivo di farlo entrare nel programma della carro armato europeo e sviluppare anche un combat crawler, per il quale il nostro Esercito ha già previsto notevoli investimenti. L’azienda tedesca è presente in Italia da decenni, con sei stabilimenti che danno lavoro a seimila persone tra dipendenti e industrie collegate: at governo Draghi garantiva il mantenimento della “sovranità nazionale” sull’azienda e sulle sue tecnologie. E non esclude – se l’esecutivo lo ritiene – una crescita futura di oltre il 49 per cento. Per Wass, invece, si propone solo un piano industriale da definire insieme alle nostre autorità e la volontà di fare un investimento futuro, una formula che sembra lasciare le porte aperte a Fincantieri.

Ora bisogna vedere cosa deciderà il governo: Oto Melara e Wass hanno millecinquecento dipendenti qualificati e politici di tutti i partiti hanno chiesto di tutelare la loro italianità. Ma in questo momento Oto Melara, impegnato principalmente nella costruzione di torrette per auto blindate pesanti Centauro II e Freccianon sembra avere le risorse per sedersi da protagonista al tavolo degli ordini Ue.

Anche il consorzio Knds potrebbe ora intensificare la sua campagna. La società formata dal Krauss Maffei tedesco e da Avanti Il francese è il leader del futuro carro armato “europeo”, in cui Rheinmetal ha un ruolo di minoranza. Se quest’ultimo diventasse azionista di Oto Melara, includendo l’Italia nel progetto, assumerebbe un peso decisivo con – appunto – una leadership di Berlino rispetto a Parigi. Insomma, ci troviamo di fronte a una sfida che potrebbe definire la struttura della futura industria bellica del continente: il solo carro armato europeo ha un mercato stimato in oltre venti miliardi di euro.

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