Gara 1 fino all’ultimo respiro, il primo turno va all’APU: Verona sconfitta di tre punti

Finale da brivido nella bolgia di Carnera. Gli ospiti sono gratis, Lacey fa la differenza

UDINE. Gara uno va all’Old Wild West dopo una gara intensa e drammatica che Udine ha preso con le unghie e con i denti battendo il Verona per 67-64 in una finale di enorme intensità. Tezenis è una grande squadra, magari ha buttato via la partita sbagliando 4 tiri liberi nel finale, ma davanti a lei ha trovato un’Apu che letteralmente non muore mai. La morte finale di Lacey? Sontuoso con due canestri vitali e un vero fuoriclasse.

L’atmosfera è per le grandi occasioni. Non c’è un pin gratuito a Carnera. Decibel a tutto gas. Tutto è fissato da giorni, ma all’inizio manca l’Apu. Quello vero. Senti la pressione. Tanti errori in serie, capitan Antonutti, il più esperto, con canestri divorati è la dimostrazione di come il Verona sia più leggero (7-13). Tezenis corre, difende (alla grande), prende più rimbalzi, ha i due americani in serata.

L’onda gialloblù prova a fermare Esposito, che è il più inesperto. Prima che l’italiano si inventa un inutile fallo antisportivo che sbatte di fatto Udine di 11 punti alla fine del primo quarto. Eppure il suo mentore Bonciolli lo aveva preferito a Ebeling… È il simbolo di un quarto orribile per l’Udinese: 17-26, va Verona, anche con due giovanissimi come Grant e Casarin.

I ragazzi dell’Occidente vogliono rompere il mondo, ma sono intrappolati dai loro errori. Ma non muoiono mai: difesa, un paio di lezioni del “prof” Giuri. Aspettando Walters o Pellegrino, che se segnassero da sotto aprirebbero l’area di Ramagli. Hai presente quel tonno che è stato aperto con una chiave negli anni ’80? Verona non segna per 5′, c’è Lacey, Cappelletti carbura ma prende canestro in faccia dall’ex Spangaro (ottimo, il triestino abituato a sfide simili) non da lui. Walter? Primo canestrone e solito fallo tecnico. Cade nella trappola del vecchio Rosselli? Gli arbitri vanno in automatico anche se Antonutti ha chiuso la bocca per 30 secondi. Il presidente Furious Pedone scende addirittura in campo per parlare con un arbitro. Incredibile. Ma il crimine scuote la squadra. Pellegrino prende canestro più fallo della spazzatura. Udine va all’intervallo sotto 33-34 ai box Carnera. Grasso che cola. Davvero.

Pronti al via: canestro di Lacey e contropiede di Cappelletti, canestro fantascientifico di Nobile e fallo, uno vero, uno che ha l’Apu nel cuore: 40-36. In un lampo. Verona? Signori, è una finale. Non si arrende di un centimetro. Dio non voglia. Torna l’Apu che vuole spaccare il mondo e gli Scaligeri reggono l’onda. Storie tese volano in campo. Botte, contatti al limite. Lacey manda la piccola Casarin al bar. È in gioco. Walters nell’ordine segna dalla media, una tripla, che abbatte il Carnera, ne segna due liberi: a fuoco. Mussini? Fa, forse, la giocata di gara 1: ruba palla, vola in contropiede e con Caroti acceso e inventa canestro e lo fa. Pandemonio a Carnera. Pazzo: 52-42. L’APU dei primi due trimestri viene spazzata via dalla sua bellissima copia. Ma gara 1 è lunghissima e l’ex capitano dell’Italia under 16 Casarin, oggi 19enne, talento puro, personalità traboccante riporta il Verona in scia alla fine del terzo quarto: 52-48. Casarin conclude l’opera: da solo riporta in contatto la sua famiglia. Udom, un altro ragazzo, lo imita. Digli solo se gli piacciono. I cento tifosi veronesi ci credono e si fanno sentire.

Cappelletti canestrino, un’altra mini estensione, ma per i tifosi bianconeri il tempo scorre troppo lento. Anderson trova un canestro sublime più tre falli. Udine ha un punto di vantaggio (58-57) a 4′ dalla fine. Anderson, tripla siderale: 58-60. Ma Johnson grazia l’Apu dalla linea. Antonutti pareggia. Lacey, due magie, doppio sorpasso. Pini rigrazia Udine dalla lunetta. Altra magia di Lacey: 64-60 a 1’25”. È un finale bellissimo. E pensare che è solo gara uno e domani alle 20 c’è già gara due. Rosselli dà tre e un pugno al cielo: meno uno. Trenta secondi, Verona attacca per vincerlo. Ma Johnson sbaglia, fallo su Cappelletti a 7″ dalla fine. Ma Udine non è nel bonus. Time-out e poi rimessa. Per non sbagliare. Cinque secondi: fallo su Antonutti. Due dischi di platino liberi: 66-63. Anderson è il pericolo pubblico numero uno. Cappeletti commette fallo su Rosselli. Che il primo è sbagliato. Vorrebbe sbagliare il secondo ma segna: 66-64. Se Udine riesce a fare la rimessa in gioco è fatta. Time-out, alla Carnera ci saranno 50 gradi, l’aria condizionata si perde negli inutili 5 milioni di posti di lavoro, siamo in Italia. Ripeti su Antonutti. Segna il primo, sbaglia il secondo. Verona non riesce a tirare. Ci vediamo domani. Sarà lungo, lunghissimo. [FINETESTO]—

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