Il successo della “premium economy” sugli aerei

Da qualche anno le compagnie aeree di tutto il mondo offrono posti a sedere Premium Economy, una classe a metà tra le classi economia è questo attività commerciale convincere i viaggiatori a spendere un po’ di più in cambio di qualche vantaggio. Chi lo sceglie ha diritto a sedute più larghe e comode, più spazio per sgranchirsi le gambe, kit cosmetici o pasti migliori rispetto al economia: le compagnie aeree utilizzano il desiderio di vantaggi extra per aumentare i loro guadagni.

Originariamente il business class è stato inventato negli anni ’90 per chi doveva viaggiare per lavoro e aveva bisogno di farlo in tranquillità durante il volo o desiderava riposarsi per lavorare meglio una volta a destinazione: aveva ad esempio sedili con poggiatesta imbottiti e più spazio per spostare il gomiti rimanendo al computer.

La maggior parte delle persone che viaggiano per piacere scelgono la classe economia, quello base, che costa meno, ha meno servizi e, ad esempio, occupa il 70 per cento dei posti disponibili di un normale Boeing 737, uno dei modelli di aerei commerciali più diffusi. Ultimamente, però, i piccoli vantaggi del Premium Economy (che, ad esempio, British Airways chiama “World Traveller Plus”) attirano anche chi viaggia per piacere ed è disposto a spendere un po’ di più per potersi concedere un posto, scrive ioatlantico«leggermente più attraente», soprattutto sui voli a lungo raggio. Questo è il motivo per cui è visto come una tendenza nell’aviazione commerciale e un’alternativa piuttosto redditizia per le compagnie aeree, anche in Europa.

Lufthansa descrive il proprio Premium Economy come «una nuova esperienza di viaggio tra classe Business ed Economy, con maggiore comfort, migliori servizi e più vantaggi». Sui voli tra Dubai, Parigi-Charles de Gaulle, Londra Heathrow e Sydney la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Emirati dall’altro promette “piccole attenzioni che rendono speciale il viaggio”, tra cui sedili in pelle, poggiapiedi e poggiatesta regolabili e tavolini rifiniti con venature del legno. Ci sono vantaggi simili anche sui voli a lungo raggio ITA Airwaysla compagnia aerea subentrata ad Alitalia dallo scorso ottobre: ​​a chi acquista un biglietto di questo tipo offre più spazio rispetto ai posti dellaeconomia, sconti su trasporto bagagli, drink di benvenuto, kit con spazzolino e dentifricio, calze e mascherina per la notte.

Sia British Airways che Virgin Atlantic hanno affermato che al momento il Premium Economy è la classe più redditizia tra quelli offerti nei rispettivi voli sui quali è di linea. La società di ricerca aeronautica Counterpoint Market Intelligence stima che entro il 2025 le compagnie aeree avranno triplicato l’offerta di questa classe.

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Rob Britton, professore associato presso la School of Business della Georgetown University ed ex direttore operativo di American Airlines, ha spiegato alatlantico che originariamente il Premium Economy nasce per attrarre professionisti che non possono più viaggiare business classper esempio a causa di tagli ai costi aziendali.

Tradizionalmente, infatti, i posti dedicati alla prima classe e ai viaggiatori d’affari erano quelli che guidavano i profitti delle compagnie aeree, poi nel tempo sono diventati rilevanti anche quelli in cabina, almeno fino a quando non si è reso necessario proporre nuovi servizi e programmi per combattere la concorrenza di aziende a basso costo. Un altro problema era il crescente e generale disinteresse per la prima classe e per quello attività commercialeanche a seguito della pandemia di coronavirus.

Che il Premium Economy interessa anche i viaggiatori che in precedenza avrebbero scelto ileconomia è stata una sorta di sorpresa, se non un “piccolo miracolo” per le compagnie aeree, osserva ilAtlantico. Secondo Britton, uno dei motivi è che dopo la pandemia ci sono meno problemi a spendere un po’ di più per un viaggio più confortevole.

C’è però chi critica questo tipo di incentivi, così come chi sostiene che dietro la classe intermedia e altri sistemi simili ci siano meccanismi non del tutto trasparenti.

Nel 2014, l’esperto delle forze dell’ordine Tim Wu ha creato il termine “tormento calcolato” (“miseria calcolata”) Affermare che le compagnie aeree offrivano deliberatamente un servizio scadente per costringere i viaggiatori a pagare di più per servizi che in precedenza sarebbero stati gratuiti, come la selezione del posto o il check-in del bagaglio a mano. Secondo Uzma Khan, professore di marketing all’Università di Miami, le aspettative create da qualche beneficio in più sarebbero sopravvalutate. Si riferisce in particolare ad alcune ricerche per le quali avere più spazio per le gambe o per i gomiti non migliorerebbe la soddisfazione dei viaggiatori: ciò che fa la differenza, semmai, è quella tra un sedile e l’altro e quello all’altezza degli occhi “perché è la percezione dello spazio è ciò che conta».

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