Il Tar respinge il ricorso del cda di Civibank, l’OPA Sparkasse è accolta

Le azioni ei warrant consegnati in OPA saranno regolati sui conti correnti dei soci partecipanti lunedì 6 giugno. Lo stesso giorno è stata riconvocata l’assemblea degli azionisti di CiviBank. Per il presidente Gerhard Brandstätter quella del TAR è “una decisione che consente finalmente di concludere un’operazione caratterizzata da un grande successo in termini di adesioni agli azionisti”. “Rimaniamo convinti della correttezza della nostra posizione – ha affermato Michela Del Piero, presidente di CiviBank -, tuttavia, ci aspettiamo con fiducia che la Corte europea chiarisca l’operazione a tutela di tutti i nostri risparmiatori, clienti e azionisti”.

CIVILE. La seconda sezione quater del TAR Lazio ha respinto l’istanza cautelare avanzata dal cda di Civibank sull’OPA Sparkasse. L’OPA promossa dall’istituto altoatesino ha dunque ripreso la marcia. I termini dell’Offerta sono stati riaperti in data 1 giugno, per il tempo equivalente a quello della precedente sospensione, ossia dalle ore 12.51 alle ore 17.30, al fine di chiudere l’OPA e portare in liquidazione azioni e warrant, sui conti correnti dei partecipanti azionisti, il terzo giorno (lavorativo) di mercato aperto successivo alla data di chiusura, ovvero lunedì 6 giugno, giorno per il quale il Consiglio di Amministrazione di CiviBank ha riconvocato l’assemblea.

Ricordiamo che a fine aprile il collegio di CiviBank aveva chiesto istanza cautelare al TAR e, in attesa di risposta su quel primo ricorso, ne aveva presentato un secondo urgente, che il tribunale amministrativo di Roma aveva accolto, congelando temporaneamente l’offerta pubblica di acquisto. “scongelato” poi dalla seconda sentenza della seconda sezione quater del TAR Lazio, che, come detto, ha respinto la prima richiesta di sospensione avanzata dal Consiglio di Amministrazione di CiviBank.

Secondo i giudici, riuniti nell’aula consiliare presieduta da Donatella Scala, “la “questio iuris” sottesa alla controversia, consistente nell’acquisizione, da parte della Fondazione Sparkasse, di una partecipazione indiretta in una società bancaria, appare estranea al perimetro di controlli delegati alla Consob”.

Secondo il TAR, la questione rientrerebbe piuttosto «nella competenza della BCE e della Banca d’Italia che – secondo il provvedimento – hanno autorizzato l’operazione in questione, mediante l’adozione di provvedimenti amministrativi allo stato sub iudice dinanzi al Tribunale di l’Unione Europea “.

I giudici del TAR Lazio non sono entrati nel merito della controversia come era naturale nella presente fase cautelare. Esaminando i perimetri di competenza della Consob, hanno altresì rilevato che la previsione (al Titolo I – Diritto civile delle fondazioni) dell’articolo 7 (Diversificazione dei beni), comma 3, del D.Lgs. 153/1999, nella parte in cui è soggetta a le osservazioni dell’Autorità di Vigilanza esclusivamente “le partecipazioni detenute dalla fondazione nella società bancaria cessionaria” non sono suscettibili di interpretazione estensiva”, cioè non dovrebbero riguardare “anche le partecipazioni acquisite dalla società bancaria cessionaria”.

Riportando il provvedimento normativo alla fattispecie, ciò significa che la competenza della Consob riguarda “esclusivamente”, affermano i giudici amministrativi, la partecipazione della Fondazione Sparkasse a CariBolzano e non le partecipazioni acquisite da quest’ultima, come quella in CiviBank.

Quanto, infine, all’ipotesi in cui, nel merito, dovrebbe avere ragione il Collegio di Civibank, il TAR ritiene riparabile il “periculum in mora”, ovvero il fatto che nel frattempo la maggioranza del capitale sociale e quindi il controllo della banca friulana è passato nelle mani di Sparkasse. Meno ovvio dire come.

Soddisfatti i vertici di Sparkasse per l’esito del TAR. Per il presidente Gerhard Brandstätter «si tratta di una decisione che ci consente finalmente di concludere un’operazione caratterizzata da un grande successo in termini di adesioni da parte degli azionisti che evidentemente hanno accolto positivamente la proposta Sparkasse. Il ricorso presentato da CiviBank è stato ritenuto, come abbiamo sostenuto fin dalla prima ora, inaccettabile e infondato e ha avuto come unico effetto quello di ritardare la chiusura di una buona operazione”.
“Abbiamo sempre creduto che le nostre ragioni fossero inequivocabili – ha aggiunto il vicepresidente Carlo Costa – – siamo sempre più convinti che questa operazione sia un’operazione che soddisfi gli azionisti e il territorio e che permetterà alla banca di svilupparsi”.

Conclude l’amministratore delegato e direttore generale Nicola Calabrò: «Siamo soddisfatti di questa decisione che ci consente di portare a termine la nostra operazione. Ci rammarichiamo che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione di CiviBank, che hanno depositato tali ricorsi, abbiano creato pregiudizio a tutti i soci che hanno aderito alle Offerte ritardando il pagamento del corrispettivo loro dovuto e coltivando un’iniziativa giudiziaria sfruttata anche per rinviare l’assemblea già convocata e per la quale è già stato espresso il voto degli azionisti per deliberare sul bilancio e sulla nomina del Consiglio di Amministrazione di CiviBank, che ora speriamo si tenga nei più brevi tempi tecnici”.

Dal canto suo, la presidente di Civibank Michela Del Piero dichiara: “Rispettiamo ovviamente la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio, che ha comunque esaminato la nostra richiesta” in considerazione della novità e della particolarità della controversa dels. “I vertici della Banca si erano rivolti al TAR con l’unico intento di tutelare e preservare i clienti e gli azionisti di Civibank, in attesa della pronuncia della Corte Europea del Lussemburgo, chiamata a rispondere nel merito dell’interpretazione della normativa che regola l’attività delle Fondazioni bancarie e quindi dell’OPA in corso”.

“Rimaniamo convinti della correttezza della nostra posizione che riconosce nel quadro normativo vigente un ostacolo all’acquisizione da parte di Sparkasse delle quote di controllo di una banca situata fuori dal perimetro della regione a statuto speciale dove la Cassa di Risparmio di Bolzano, sua capogruppo Per questo – aggiunge Del Piero – ci aspettiamo con fiducia che la Corte europea chiarisca l’operazione a tutela di tutti i nostri risparmiatori, clienti e azionisti”.

“Quest’ultimo obiettivo ha motivato tutte le scelte sinora intraprese – conclude -, nell’ottica di preservare la territorialità e la forza della Banca, che, lo ricordiamo, ha raggiunto negli ultimi anni i suoi migliori risultati finanziari di sempre”.

maura.dellecase@gnn.it

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