Inter, tiro geniale di Mkhitaryan: oltre al vice Calhanoglu, ecco cosa porta il jolly | Prima pagina

Parlare di Mkhitaryan come di un possibile ‘vice Calhanoglu’ sarebbe davvero un eufemismo, nonché ingeneroso verso l’armeno. Dietro questo colpo c’è molto di più; Lo definirei un acquisto geniale, di grande intuizione tattica, se dovesse davvero andare a buon fine. Ma, state tranquilli, non lascerà queste affermazioni sospese nell’aria, senza polemizzare. Entreremo in questo articolo nel cuore dell’intuizione “portoghese”. di Inzaghi. Lo chiamo così perché nasce da un’idea di Fonsecainizialmente negato e poi recuperato e poi sviluppato da Mourinho stesso. D’altronde il centrocampista potenzialmente funzionale al gioco di Inzaghi non va mai ricercato seguendo le tradizionali suddivisioni per ruolo, vedi ad esempio Calhanoglu che è stato trequartista al Milan, o lo stesso Luis Alberto alla Lazio… Anzi, diventa quasi un prerequisito per capire il gioco dell’attuale allenatore dell’Inter capire i criteri con cui vengono selezionati alcuni giocatori. Perché per capire i nerazzurri oggi bisogna guardare alla “funzione Calhanoglu” molto più di quanto non fosse necessario guardare Eriksen per capire l’Inter di Conte. Ma allora cosa porterebbe Mkhitaryan all’Inter? Anche da dodicesimo uomo, intendo, come primo cambio di centrocampo ‘partente’ o come alternativa a un turnover di lusso: che novità porterebbe?

EVOLUZIONE CON MOURINHO – Con Mourinho, Mkhitaryan era tornato inizialmente a giocare l’ala sinistra in alto, dopo che Fonseca lo aveva spostato nel ruolo di mezza ala ibrida, nei suoi sistemi a tre vie molto fluidi. E così nelle prime gare di questa stagione lo abbiamo visto nel suo vecchio ‘ruolo’, quello che Mou aveva già conosciuto ai tempi di Manchester. Ma guarda questo sviluppo del 4-2-3-1 della Roma contro la Fiorentina. I quattro difensori in rosso, i centrocampisti in azzurro, gli offensivi in ​​fucsia.

Se non conoscessimo i nomi dei giocatori e il loro ruolo da titolare, potremmo facilmente scambiare questa evoluzione del 4-2-3-1 per un 3-5-2, il sistema di gioco dell’Inter. Questo è il motivo per cui giocare al calcio di oggi attraverso i ruoli tradizionali è come confondere un razzo SpaceX con i totem nativi.
Inzaghi da uno sviluppo di gioco simile, sulla carta non correlato al suo sistema, acquisisce informazioni. Si rende conto che a Mkhitaryan piace emergere come una funzione in determinati spazi. E così è nata l’intuizione di vederlo centrocampista partito, ad esempio, nella sua Inter.

L’INTUZIONE “PORTOGHESE” DI INZAGHI- Non che Mkhitaryan abbia completamente ignorato quel ruolo negli ultimi due anni. Si trattava di Fonseca, che per bilanciare il suo 3-4-2-1 a volte accentuava i compiti difensivi di uno dei due terzini, chiedendogli di diventare mezzala nel 5-3-2 della fase difensiva. Lo stesso Mourinho, cambiando idea e tornando per certi versi sulle orme del predecessore, ha dovuto spesso affidarsi all’armeno per risolvere alcuni problemi del centrocampo giallorosso. O magari per sorprendere l’avversario, come nel caso di Bergamo (18 dicembre 2021: Atalanta-Roma 1-4), scegliendo un 3-5-2.

Sopra è evidente la possibilità di sovrapporre questa ‘posizione’ di Mkhitaryan a quella di Calhanoglu all’Inter.

SOLO UN CAMBIAMENTO DA CALHA? – Ma Mkhitaryan non è solo candidato a vice Calha, mantenendo così il livello di qualità garantito dal turco nei primi sessanta minuti anche nel finale (sostituzione di spessore tecnico che mancava a centrocampo dell’Inter). Oltre a condividere l’intelligenza calcistica di Hakan per una sorta di affinità elettiva, l’armeno aggiunge cose. Più di Calhanoglu, Mkhitaryan è dotato di cambio di passo. E questa virtù arriva sempre a sorpresa tra i centrocampisti avversari, che di solito non hanno la stessa accelerazione. È come se il trequartista di Yerevan conservasse le sue migliori qualità di ex attaccante per ottenere vantaggi letali in diverse zone del campo. Perché sì, sa associarsi con i compagni, impostare, dribblare e manovrare nello stretto, ma anche dividere i reparti alla ripartenza. Come ad Empoli in occasione del gol di Zaniolo, quando tutto nasceva dalla sua gara.

PUOI SOSTITUIRE ANCHE LA BARELLA? – Ma attenzione anche a Barella (che è stato spesso sostituito prima di Calhanoglu durante l’anno…). Non di rado l’armeno è stato schierato da Mourinho sul centrodestra. Ad esempio contro la Dea nella gara di ritorno, e usando sempre il 5-3-2 / 3-5-2.

Inoltre, vedi anche l’inizio della finale di Conference immortalato di seguito, Mkhitaryan è stato utilizzato molto frequentemente in uno strano 3-4-2-1 / 3-4-1-2 proprio da quella parte, praticamente a fianco del più difensivo Cristante e quasi a gestisce l’intera direzione della Roma, mentre Pellegrini si rialza sotto i due punti sull’altro.

Tutto questo è possibile perché Mkhitaryan ha un piede debole molto ben educato, così poco debole e così educato che potremmo addirittura definirlo un giocatore ambidestro.

L’ARMENICO NON È UN DOPPIO DEL TURCO, Piuttosto… – Forse sarebbe più corretto vedere in Mkhitaryan una sorta di wild card per Inzaghi. Potrebbe essere il cambio del Turco o di Barella durante la partita in corso, magari a volte farà anche la seconda punta, in ogni caso la sua serpentina palla al piede in mezzo ai corridoi sarà nuova e importante per l’Inter. Forse vedremo anche partite in cui Inzaghi vorrà tornare a giocare con due trequartisti, come è successo nella Lazio con Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Avremmo quindi Brozovic in basso, Calhanoglu a sinistra e Mkhitaryan a destra, due trequartista molto più dinamici dei due laziali. Ma questo come suggerimento alternativo o ipertecnico, o anche solo per dare un po’ di riposo a Barella (i cambi che Inzaghi ha fatto a centrocampo sono stati tutti difensivi lo scorso anno). D’altronde Mkhitaryan sul centrodestra potrebbe intaccare in certi momenti particolari la proprietà di Barella (e non solo quella di Calhanoglu). Perché l’armeno è capace di fare queste cose qui…

Individua un’apertura, il punto debole di una squadra schierata, ed entra in essa in conduzione saltando gli avversari come birilli.

Davvero notevole questo punto contro La Spezia con il frisbee in pancia a Pellegrini. Mkhitaryan all’Inter sarebbe un upgrade sotto tutti i punti di vista, altro che “vizio”.

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