La Bce “sostiene” la recessione ma l’8-9 giugno darà vita a un consulto sull’Italia paziente

Cosa deciderà di fare la BCE questa settimana? Ci vorrà fino al consiglio di luglio, lasciando tutto fermo e sperando che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco? Oppure rialzerà immediatamente i tassi, cedendo di fatto alle non troppo velate richieste in tal senso da parte di Germania e Olanda? Un paio di variabili sembrano mettere a repentaglio la vulgata conservatrice e attendista. Innanzitutto, gli ultimi dati dell’Eurozona parlano di inflazione all’8,1%, un record assoluto. In secondo luogo, il Consiglio della Banca Centrale si recherà nei Paesi Bassi, sede del falchi.

Ma ecco che arriva l’ipotesi americana: cioè giocare sulla banca con il rischio di recessione. Proprio come la Fed è vista da molti come coinvolta in un incidente controllato che fa deragliare i mercati a tal punto da imporre una pausa autunnale nel processo di normalizzazione, così qualcuno ipotizza una Lagarde così disperata da accettare la scommessa di a Errore Trichet volontario. Ovvero alzare i tassi proprio nel periodo pre-recessionario, mandando in tilt il sistema. In questo senso, i recenti movimenti dello spread italiano sembrerebbero offrire un indizio che ne è quasi una prova. Ed ecco che arrivano questi grafici


Andamento della crescita economica e dell'inflazione nell'eurozona

Andamento della crescita economica e dell’inflazione nell’eurozona
Fonte: Rabobank/Macrobond


Confronto tra prezzo del gasolio alla pompa e del petrolio al barile

Confronto tra prezzo del gasolio alla pompa e del petrolio al barile
Fonte: Rabobank/Macrobond


Andamento della criticità delle componenti industriali e dell'indice di fiducia dei consumatori

Andamento della criticità delle componenti industriali e dell’indice di fiducia dei consumatori
Fonte: Rabobank/Macrobond

sembrano confermare il possibile libro di gioco emergenza: tutti gli indicatori, dalla crescita economica all’andamento dell’inflazione, dal costo del diesel alla scarsità di componenti industriali e al crollo degli indici di fiducia dei consumatori, sembrano dirci che l’ultimo pacchetto di sanzioni varato dall’UE potrebbe essere motivato come il proverbiale chiodo nella bara. Recessione garantita, tra prezzi e incertezza sulla domanda e criticità sulla filiera e conseguente aumento dei costi di produzione che paralizzano la produzione.

È possibile aumentare le tariffe in un ambiente del genere? Volendo seguire l’esempio del 2008, sì. Ovviamente, solo per osservare un paio di mesi di terremoto sui mercati e generare così l’alibi perfetto per mettere in discussione tutto. L’indicatore controllato, appunto. Tuttavia, c’è un problema. Quest’altro grafico


Andamento delle condizioni finanziarie e creditizie nel settore bancario dell'eurozona

Andamento delle condizioni finanziarie e creditizie nel settore bancario dell’eurozona
Fonte_ Rabobank/Macrobond

mostra come le condizioni finanziarie nell’eurozona sono già in procinto di una forte contrazione oggifiglia legittima delle incertezze del momento che richiedono un approccio conservativo sui bilanci delle banche. Ma il merito con il contagocce significa altro Incremento al rallentamento dell’economia reale, ovviamente. Una spirale. Autoalimentazione. Domanda da un milione di dollari: come reagirà lo spread italiano, quello vero elefante nella stanza della situazione contingente – ad un eventuale movimento di rialzo dei tassi BCE, anche se solo meramente strategico e tempestivo? E se, come purtroppo appare molto probabile, un possibile scossone mandi il rendimento del nostro benchmark decennale al di sopra del livello di allerta di sostenibilità del 3,5% (dall’attuale 3,41%), quale sarebbe l’impatto immediato sul mercato azionario sui titoli delle banche che stanno schermando con i loro acquisti le criticità dei nostri BTP?

A quel punto, la stretta creditizia chiamerebbe un’altra stretta. Fino alla chiusura dei rubinetti. Nel mezzo di un incendio inflazionistico e di un quadro di crescita del PIL tutt’altro che rassicurante. Ed ecco che arriva quest’ultima immagine


Proiezioni di crescita del PIL 2022 per paese nell'eurozona

Proiezioni di crescita del PIL 2022 per paese nell’eurozona
Fonte: Bloomberg

sembra delineare il quadro dal fondo al muro in cui è inserito il board olandese della BCE: solo l’Estonia può vantarsi crescita inferiore rispetto alla Germania per l’anno in corso, secondo le proiezioni. Sintomi di supporto in arrivo? No. Almeno alla luce dei 100 miliardi già fatti per garantire aiuti alle imprese dal governo Scholz, grazie a un rapporto di indebitamento che permette di ambia camera di movimento. Anzi, talmente grande da spingere il ministro delle Finanze ad annunciare il ritorno della politica di zero debiti dal prossimo anno.

Chi rischia di farsi più male da questa combinazione diabolica, chi rischia di non sopravvivere alla tempesta perfetta? Quel Nord Italia la cui dipendenza dal subappalto all’industria tedesca è già pesantemente stressata dalla filiera e dall’inflazione. Piace o no, l’incontro di mercoledì e giovedì prossimo dovrebbe sfociare in un consulto medico sulle cure da somministrare al paziente in Italia, più che in un Consiglio orientato alle scelte monetarie. Con il fortissimo sospetto che qualcuno possa optare per uno terapia sperimentaleforte nella convinzione che, in caso di reazione avversa, L’Italia potrebbe ancora essere salvata e messa al sicuro. Nella camera iperbarica del MES. Subito.

Leave a Reply

Your email address will not be published.