Liliana de Curtis, i funerali a Napoli: gli ultimi applausi del Rione Sanità alla figlia di Totò

“Mamma ti voglio bene assaje”. Con queste parole, pronunciate in piena commozione, Elena Anticoli de Curtis ha dato a sua madre l’ultimo saluto Liliana Curtisla figlia dell’indimenticabile Totò, morto a Roma – dopo una lunga malattia – venerdì scorso (3 giugno) all’età di 89 anni. Negli ultimi tempi, insieme alla figlia Elena che oggi porta il suo testimone alla guida della fondazione dedicata al nonno, si è battezzata per la creazione di un museo dedicato alla memoria del grande Totò che ancora oggi attende la sua luce.

Il rito funebre, tenuto da don Michele Espositoavvenuta questa mattina presso la chiesa di Santa Maria ai Vergini nel Rione Sanità, proprio dove da bambino veniva battezzato il principe della risata, alla presenza di parenti, amici, istituzioni ma anche tanti cittadini del quartiere che, ancora oggi, porta nel cuore il ricordo di Totò e Liliana.

L’arrivo della bara, giunta questa mattina dalla capitale, è stato accompagnato da fragorosi e commossi applausi di quelli presenti all’esterno della chiesa che si affaccia sul Palazzo dello Spagnuolo, dove dovrebbe nascere il tanto atteso museo Totò.

Durante la funzione religiosa, la poesia “Sarchiapone e Ludovico” letta da Liliana è stata interpretata dalla nipote Elena Anticoli De Curtis. Al termine della cerimonia funebre, la salma è stata trasportata nel deposito del cimitero Nuovissimo, mentre domani sarà sepolta nel cimitero di Santa Maria del Pianto accanto alla tomba del padre.

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«Liliana e Totò – disse il figlio Antonello Buffardi di Curtis – sono sempre stati innamorati, per tutta la vita. Liliana era l’amore più grande di nonno Totò». “Il suo motto – continua Antonello – era amore e aiuto, amava la sua terra soprattutto questo meraviglioso segmento di Napoli che è il Rione Sanità”. Un amore, quello di Liliana per il suo quartiere, che ancora oggi resta vivo nella memoria di amici e familiari.

«Ci siamo incontrati 25 anni fa – ricorda la figlioccia Pina Conte – è venuto a cercarmi sapendo che mi occupo dei minori del quartiere. Ha visto nei bambini suo padre, ha partecipato attivamente alle nostre attività: ha aiutato molto i giovanissimi e le famiglie del rione, senza mai farglielo sapere.». Contemporaneamente, negli anni, Liliana si è battezzata più volte per creare, nel quartiere che diede i natali al grande Totò, un museo dedicato al principe della risata.

«Anche negli ultimi anni, dove la situazione sanitaria era diventata più difficile, è sempre stata una sua preoccupazione – spiega l’amico attore Enzo Decaro – non avere un luogo fisico dove raccogliere i pensieri, gli strumenti e gli scritti di Totò non fa onore al Napoli, speriamo che le “distrazioni” del passato possano essere premiate. La figlia ha voluto molto far conoscere il padre non solo come Totò ma anche come Antonio de Curtis: poeta e filosofo».

Così, con la scomparsa della figlia Liliana, le polemiche si riaccendono per chi da anni chiede di ottenere – attraverso il museo – il giusto riconoscimento per uno dei figli più illustri della città. «Mi auguro che venga finalmente definito il tema indispensabile e necessario di un museo in onore di Totò» chiarisce il vicesindaco di Napoli, Mia Filippone, presente oggi alla cerimonia funebre. Mentre il caso accende, ancora una volta, grandi diatribe anche tra i meandri di Palazzo San Giacomo. «Liliana De Curtis, figlia del grande Totò, partì senza vedere costruito il museo dedicato al padre. Napoli è una città irrispettosa dei suoi figli e dei suoi simboli. Ci auguriamo che ora questo venga riconosciuto e possiamo raggiungere rapidamente un obiettivo tanto naturale quanto incredibilmente insoddisfatto» tuona il consigliere comunale Catello Maresca.

Una scia di polemiche che dalla politica arriva alle strade di Napoli. Sono infatti tanti i cittadini, presenti oggi al funerale di Liliana, che chiedono fortemente la creazione del museo dedicato al principe della risata. Dopo oltre 20 anni di promesse, annunci e finanziamenti, l’idea di creare uno spazio dedicato a Totò all’interno del Palazzo dello Spagnuolo sembra ancora bloccata: “Ora è uno scherzo, ma noi vogliamo credere ai miracoli” commenta , tra speranza e amarezza, il nipote Antonello Buffardi de Curtis.

Mentre il proprietario della vicina casa natale di Totò, Giuseppe de Chiara, si affida alla nuova amministrazione comunale per contrastare l’incuria che fa da sfondo alla facciata del palazzo natale di Totò. Auspica inoltre che “si possa creare un collegamento tra casa e museo”, anche in relazione all’attuale flusso turistico nel capoluogo campano.

Allo stesso tempo ci sono quelli come Giovanni Marotta, un condominio del Palazzo dello Spagnuoloche sarebbe addirittura pronto ad aprire le sue porte per rendere il giusto omaggio all’indimenticabile Totò. «Ci auguriamo che questo museo apra – dice Giovanni – ma se Comune, Regione e Ministero dei Beni Culturali non daranno le concessioni, sono pronto a offrirgli il mio appartamento nel Palazzo dello Spagnuolo al principe. Per portare in alto il suo nome così da portare nel nostro quartiere persone da tutta Italia e dal mondo intero, per far conoscere a tutti quanto è nobile questo rione.».

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