Modifiche IRAP, dichiarazioni da rifare: possibili soluzioni e problemi di bilancio – Focus Fiscale

Per quanto riguarda l’IRAP, l’art Decreto Semplificazioni (n. 73/2022), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2022, interviene modificando la disciplina già consolidata, valida per l’esercizio precedente quello di entrata in vigore del decreto. In sintesi, sarà necessario ricalcolare l’imposta emergente dal modello IRAP 2022, anno d’imposta 2021.

L’arte. 10 del Decreto Semplificazioni, in particolare, interviene sul calcolo della detrazione del costo del lavoro, con migliorie per il contribuente che saranno applicate – come detto – retroattivamente, a partire dall’anno d’imposta 2021.

In particolare, il citato art. 10 modifica l’art. 11 di Decreto Legislativo 446/1997; tra le novità più importanti spicca l’abrogazione di alcune deduzioni di costi per i contratti a tempo indeterminato mediante la detrazione integrale di tali costilasciare le detrazioni parziali solo per i contratti di lavoro diversi da quelli a tempo indeterminato, facilitando la compilazione della parte Irap, consentendo di non spacchettare il costo del personale a tempo indeterminato su più linee.

Infatti, solo per i lavoratori a tempo indeterminato, sono abrogate:

  • la detrazione forfettaria in relazione alle caratteristiche soggettive dei dipendenti a tempo indeterminato;
  • la detrazione analitica degli oneri assistenziali e previdenziali;
  • la detrazione per l’aumento della base occupazionale.

Altra novità riguarda l’estensione della detrazione dei contributi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro (INAIL, Enpaia per il settore agricolo), anche con riferimento ai lavoratori diversi da quelli a tempo indeterminato, nonché agli apprendisti, assunti con formazione-lavoro contratti e quelli coinvolti in progetti di ricerca e sviluppo. Inoltre si applica una detrazione, fino al 70 per cento delle somme sostenute, per i lavoratori stagionali assunti per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a partire dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nel periodo di due anni dalla cessazione del precedente contratto.

Dunque, le dichiarazioni IRAP sono da rifare? Purtroppo, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, la risposta non può che essere affermativa, fermo restando che il problema riguarda solo i contribuenti che si avvalgono di dipendenti.

Occorre però cercare di immaginare esattamente i contorni di questo ulteriore compito che gli studi professionali dovranno affrontare, con lo sguardo fisso sul calendario delle scadenze, sempre più pieno e sempre più pieno di punti interrogativi.

Attualmente il termine per il pagamento delle imposte senza maggiorazione dello 0,4% è fissato al 30 giugno 2022. È assolutamente evidente che se non dovesse intervenire un opportuno rinvio, sarebbe impossibile anche solo immaginare di poter rivedere l’IRAP entro questo periodo. Data.

Successivamente bisognerà attendere gli aggiornamenti software necessari, e ulteriormente dovremo attendere (tranne i pochi fortunati che gestiscono sia l’aspetto salari rispetto all’apparenza reddito) al consueto, e non sempre agevole, scambio di dati tra i vari studi professionali coinvolti.

Per risolvere questa situazione non basterà di certo lo spensierato passaggio al 20 luglio per i soggetti ISA (anche questo, ancora in stato di pura ipotesi e dai contorni indefiniti).

Come uscirne, tanto più che con ogni probabilità gli importi dovuti sono già stati comunicati ai clienti secondo le vecchie regole, e le deleghe di pagamento consegnate, se non già pagate o prenotate?

Chiaramente, la risposta alla domanda dipende sostanzialmente dal “se” e dal “come” interverrà una dilazione del termine di pagamento.

Per quanto ora sappiamo, è comunque importante precisare che il 30 giugno è il termine (attuale) di pagamento, ma non è certo il termine per la trasmissione telematica della dichiarazione. Premesso che le novità introdotte dal Decreto Semplificazione sono miglioramentinulla esclude che possa essere più opportuno, invece di una corsa alla correzione (che potrebbe comportare il lasciarsi alle spalle posizioni ancora da chiudere), procedere al pagamento del saldo e della prima caparra come ora conteggiata, per poi riprendere con calma, in seguito, entro il termine di trasmissione.

Per quanto riguarda l’eventuale maggior anticipo, saranno le somme di cui beneficerà il contribuente il prossimo anno – e che non genera problemi per le ditte individuali, che chiudono il conto IRAP con l’anno d’imposta 2021 – mentre il recupero dell’eventuale maggior saldo sarà effettuato indicato direttamente nel modello IRAP 2022, al rigo IR28 “eccedenza pagamento del saldo” le maggiori somme pagate. Tale eccedenza può essere immediatamente utilizzata come indennizzo, fatte salve eventuali problematiche relative ai tempi di trasmissione della dichiarazione di risarcimento eccedente i 5.000 euro e problematiche di compliance visa, che variano a seconda dell’esito del modello ISA.

In poche parole, se nulla cambia (e se cambia, deve cambiare adeguatamente, prevedendo, a parere di chi scrive, un rinvio del pagamento almeno fino al 30 settembre), l’unica soluzione materialmente fattibile non può che essere quella di predisporre il pagamenti secondo le vecchie regole, per poi recuperare l’eccedenza in un secondo momento.

La buona notizia è che, almeno, possiamo permetterci questo “lusso”… non vogliamo nemmeno immaginare quale sarebbe stata la situazione se le modifiche retroattive avessero potuto far emergere un debito fiscale più alto, piuttosto che importi inferiori dovuti.

Detto questo, resta la questione di bilanci delle società per azioni, in alcuni casi già approvato e depositato, in altri casi soggetto ad approvazione nel lungo termine di 180 giorni. Ebbene, per quanto riguarda i bilanci già approvati, è assolutamente chiaro che nulla dovrebbe essere cambiato: al momento della redazione del bilancio le regole erano quelle “vecchie”, e nemmeno si potrebbe lontanamente immaginare che un “fiscale” incidente” come quello descritto potrebbe accadere. . La questione, quindi, sarà gestita nel 2022, attraverso una contingenza non tassata.

Per quanto riguarda, invece, il bilancio non ancora approvato, la situazione è di fatto la stessa, dato che il decreto non era stato pubblicato sulla Gazzetta in tempo per essere preso in considerazione in sede di redazione del bilancio che, ricordiamo, deve essere messo a disposizione dei membri 15 giorni prima della riunione di approvazione.

Per le medesime considerazioni di cui sopra, si ritiene che nessuna informativa al riguardo debba e/o possa essere fornita nelle note esplicative con riferimento ad eventi avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio, in quanto al momento della redazione del progetto di bilancio dichiarazioni, la “novità” non era ancora nota.

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