Superbonus e blocco bonifici: così 33mila aziende rischiano di saltare

Rischio boomerang per il Superbonus al 110%. Progettata per rilanciare il settore edile e rendere le case italiane più efficienti dal punto di vista energetico e antisismiche, con una montagna detrazioni fiscali che ad aprile (dati ENEA) aveva raggiunto i 30,2 miliardi (21,1 per i lavori già realizzati), il maxi incentivo sta generando un allarme generale a partire dalle imprese. Un allarme dovuto principalmente al bloccare da parte del sistema finanziario, dalle banche alle Poste al CDP, del trasferimento di credito imposta.

L’allarme delle aziende

I crediti legati al bonus edilizi (Superbonus, ecobonus, ristrutturazione, bonus facciate), calcola la CGIA, ammontano già a 46 miliardi. E se non riparte il meccanismo di cessione del credito, 33.000 imprese artigiane del settore edile rischiano il fallimento e 150mila lavoratori perdere il lavoro.

L’allarme è stato lanciato ieri da Cna sulla base di un sondaggio che prende in considerazione circa 2mila aziende. Il motivo sono i quasi 2,6 miliardi di crediti d’imposta delle aziende che hanno riconosciuto lo sconto in fattura ma non riescono più a monetizzare. La consistenza dei crediti bloccati (circa il 15% del totale) sta mettendo in crisi oltre 60mila imprese che ora si ritrovano con un cassetto delle tasse pieno di crediti ma senza liquidità. Il 48,6% del campione ha parlato di rischio di fallimento mentre il 68,4% ha previsto il blocco dei cantieri. Inizialmente la società ha anticipato lo sconto fiscale al cliente, confidando nella possibilità di recuperarlo cedendolo a terzi. Ma ora il meccanismo si è fermato, soprattutto dopo l’introduzione del decreto antifrode.

Il caos normativo

«Di fronte a regole di stop and go incerte e continue – spiega Cna – gli intermediari finanziari hanno bloccato gli acquisti e oggi i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi e di questi circa 4 si riferiscono a prime vendite o sconti su fatture». Le aziende non sono quindi più in grado di effettuare sconti sulle fatture. E con crediti d’imposta già acquisiti e non cedibili, avverte Gabriele Buiapresidente di Anceche per primo ha lanciato l’allarme Superbonus, le aziende si trovano in crisi di liquidità con il rischio di sospendere i cantieri, di non riuscire a pagare i fornitori e addirittura di fallire.

La giungla bonus

Interventi del governo per combattere la frode – che hanno già portato a più di 2,5 miliardi di euro di sequestri – si inseriscono in una riflessione più generale su una “pletora di bonus” che, ha detto ieri il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, “dovrebbero essere disboscati”. E la riduzione della durata e dell’entità dei bonus, che ha prodotto anche l’aumento del costo del lavoro, trainato anche dall’aumento del prezzo delle materie prime, e che la CGIA vada a beneficio delle fasce di reddito più alte, porterebbe risorse da investire sulla tavola calda di adattamento. dei salari all’inflazione.

Il gioco dei crediti

Nonostante le concessioni previste dal Decreto aiuti con la quarta vendita consentita agli operatori clienti professionali, per ora il sistema finanziario è rimasto alla finestra per vedere se potranno essere accolte nuove domande e comunque con una selezione più restrittiva. Una posizione confermata dal presidente dell’ABI Antonio Patuelli nella lettera inviata al presidente di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi che ha chiesto un tavolo di discussione per sbloccare la situazione. Patuelli, infatti, ha sottolineato la massima attenzione del sistema creditizio a questo tema e che “dato l’attuale e migliorato contesto normativo, sarà necessario monitorare l’entità delle recenti innovazioni introdotte” e “gli effetti che ne derivano sul mercato del credito d’imposta “.

Gli ostacoli burocratici

Il rallentamento del Superbonus non riguarda solo la cessione del credito ma anche la giungla regolamentare. “È stato ampiamente chiarito, compreso il proroga al 31 dicembre per le unità abitative indipendenti con il 30% dei lavori ultimati entro il 30 settembre – spiega Fabiola Pietrella, dottore commercialista con studi a Macerata e Roma -. Ma c’è ancora troppa attenzione sulle formalità e sulle virgole che possono invalidare il bonus mentre va verificata la sostanza, cioè l’esecuzione dei lavori, anche per contrastare le frodi. “Non aver fatto affidamento su aziende e professionisti qualificati, conclude il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, crea anche il pericolo di non raggiungere la certificazione energetica necessaria (il salto di 2 classi) per accedere al bonus. Ma più in generale, dal caos normativo al blocco del credito, è tutta la filiera del superbonus a rischiare di fermarsi con 7 italiani su 10 che, secondo un’indagine Compass, stanno pensando di migliorare la propria casa in termini di ecosostenibilità entro l’anno. . E quasi 4 su 10, secondo Prima Assicurazioni, che pensano di velocizzare l’acquisto a fronte di mutui onerosi.

Leave a Reply

Your email address will not be published.